A Daniele Vicari dobbiamo più di qualcosa, non solo per l’interesse dimostrato nel progetto ma anche, in effetti, per il successo della prima edizione cui abbiamo accennato nell’ultimo post. Il contributo del bravo regista romano ci ha permesso di partire con un certo entusiasmo rafforzando la nostra convinzione di essere nel giusto.

Quando abbiamo cominciato a dare vita alla nostra idea folle non sapevamo come muoverci, come costruire un Festival dal nulla e soprattutto come costringere persone, giornalisti e addetti ai lavori a seguirlo. Ad ogni modo, ci siamo arrangiati con le nostre sole forze e una volta preparato tutto il necessario (bando, location, presentatori, proiettori e addirittura maschere volontarie), non restava che far venire la gente e trovare il modo più adatto per farci conoscere.

A un certo punto un numero di telefono ottenuto per vie traverse fa scattare l’ideona. Il contatto in questione è appunto quello di Vicari. Come detto, ci sentiamo vicini a Daniele e tra le varie rock star del cinema alle quali abbiamo provato a battere i pezzi, non abbiamo più trovato tanta comprensione e disponibilità.

Per farla breve lo chiamiamo e gli spieghiamo il tutto. Lui ci ascolta, ci fa i complimenti e addirittura ci scrive qualche riga da inserire nel nostro fantastico comunicato stampa, così da conferire al mirabile scritto una certa autorevolezza. Sappiate che se non dai soldi alla gente, se fai partecipare anche gli incapaci per senso giustizia, se sei davvero indipendente da partnership pesanti, hai tutta la libertà che vuoi ma è davvero difficile farsi cagare dai media. Ad ogni modo non ricordiamo esattamente con quanti giornalisti abbiamo avuto una telefonata di questo tipo:

Cvi: Sì, salve, Cvi Festival.

Giornalista: Salve, volevo sapere se veniva Daniela Vicari

Cvi: Guardi c’è una certa possibilità, come ci ha fatto sapere lui stesso, ma sta girando un film al momento e non sarà facile.

Giornalista: Ah…

Cvi: Già..

Giornalista: ………

Cvi: …

Giornalista: ………

Cvi: Beh allora l’aspettiamo con ansia

Giornalista: …Ah ok, ciao e grazie.

La ricerca del talento, la rottura degli schemi legati ai festival tradizionali, la più ampia partecipazione possibile e così via sono cose che ai giornalisti di cultura/spettacolo interessano solo se corredati dal Procacci, il Sibilia o il Germano di turno.

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