Con la seconda edizione del Festival del Cinema Veramente Indipendente è arrivato anche il “successo”, se così si può chiamare. Vip, giornalisti, gente che non trova posto in sala e così via. Un successo che, va precisato, non ha portato soldi. Non ne abbiamo mai voluti e non è per questo che esiste il nostro festival, totalmente gratuito e aperto a tutti. Ma di sicuro abbiamo avuto una certa visibilità.

Eppure quel “successo” ci ha svuotato di significato, lo ha fatto in maniera subdola, senza che ce ne accorgessimo. Come nella più classica delle derive esistenziali di un divo teenager, siamo stati abbacinati dall’illusione di avercela fatta. Piccoli Macaulay Culkin, ci siamo risvegliati bruscamente rendendoci conto quasi subito di aver sbagliato tutto. E abbiamo pagato il prezzo con l’edizione successiva.

Al secondo Cvi Festival erano stati invitati (e sono venuti), Domenico Procacci, Sidney Sibilia ed Edoardo Leo. E, in fondo il “sucesso” sta tutto qua, perché l’attenzione mediatica è stata solo una diretta conseguenza della loro presenza in sala. Ci siamo chiesti se abbiano o meno compreso il nostro progetto. Forse no, e forse è colpa nostra. Una volta saliti sul palco, i nostri vip sono diventati il nostro Festival e tutto ciò che eravamo era sparito. E pazienza se dietro c’era un lavoro partito da zero, senza troppe pretese se non quella di assecondare un movimento indipendente.

Su quell’edizione non c’è molto altro di significativo da dire. A parte il fatto che anche in quell’anno sono arrivati corti molto belli, per i quali vogliamo ringraziare tutti i registi che hanno partecipato.

No Jury, No Prize, No Selection!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi